RSA: nuova organizzazione per ridurre il contagio da COVID-19

RSA: nuova organizzazione per ridurre il contagio da COVID-19

Gli anziani e le persone affette da gravi patologie neurologiche, croniche e da disabilità sono una popolazione particolarmente fragile nello scenario epidemiologico attuale.

Un’indagine effettuata dall’ISS dal 24 marzo al 5 maggio 2020 in strutture residenziali socioassistenziali ha descritto una ampia circolazione del virus in queste strutture. Pertanto, nell’ambito delle strategie di prevenzione e controllo dell’epidemia da SARS CoV-2, è necessario mostrare la massima attenzione nei confronti di tali gruppi di popolazione e fornire un servizio di assistenza che guardi a ridurre il rischio di COVID-19 sia negli ospiti che negli operatori.

Quali misure è utile attuare nelle strutture residenziali?

Le misure specifiche da mettere in atto nel contesto dell’epidemia di COVID-19 sono:

  1. definizione di un protocollo scritto che descriva le misure concrete applicate all’interno della struttura (es. utilizzo degli spazi comuni, modalità di pulizia e sanificazione, predisposizione di dispenser contenenti gel igienizzante per le mani, procedure applicate per la gestione dell’ingresso di persone esterne, misurazione della temperatura corporea all’ingresso, ecc.). Tale protocollo deve essere condiviso con tutti i lavoratori che accedono in struttura;
  2. definizione di un protocollo scritto per le visite che possa essere consultato dai familiari che richiedono le visite e assicurarsi che sia correttamente recepito e applicato. Accesso regolamentato alla struttura ai soli visitatori dei residenti, tramite percorsi “puliti”, per tutta la durata dell’emergenza epidemica secondo valutazione del Direttore della Struttura. Non devono essere consentite visite ai residenti in isolamento e quarantena, se non in casi eccezionali secondo la valutazione del Direttore della struttura;
  3. predisporre servizi igienici dedicati all’utilizzo esclusivo da parte dei visitatori;
  4. predisposizione di misure di carattere organizzativo per prevenire l’ingresso di casi di COVID-19 in struttura;
  5. creazione di percorsi (se possibile, a senso unico) e aree “pulito” e “sporco” separate;
  6. l’ingresso di fornitori e manutentori deve avvenire sempre nel rispetto delle regole di sicurezza, triage all’ingresso, registro delle presenze in struttura con date e orari negli ultimi 14 giorni;
  7. l’ingresso di personale esterno addetto alla cura alla persona (es parrucchieri) oltre a seguire le stesse regole dei fornitori, deve seguire le disposizioni nazionali per queste professioni.
  8. gestione in sicurezza della ripresa delle attività di gruppo e della condivisione di spazi comuni comprendente il mantenimento della distanza di sicurezza e delle altre misure precauzionali;
  9. formazione del personale di assistenza per la corretta adozione delle precauzioni specifiche e delle procedure d’isolamento e quarantena;
  10. formazione specifica del personale addetto alla ristorazione, alla pulizia della struttura, e allo smaltimento dei rifiuti;
  11. sensibilizzazione e formazione dei residenti e dei visitatori: è importante organizzare attività di animazione e socioeducative per veicolare questi messaggi in modo corretto, prevedendo sempre piccoli gruppi e rispettando la distanza di sicurezza di almeno un metro tra i partecipanti. Consapevoli delle possibili difficoltà nella formazione dei residenti di strutture residenziali sociosanitarie a causa dell’età avanzata e/o dei deficit cognitivi e fisici spesso presenti, i metodi devono essere adattati alla realtà locale.
  12. utilizzo della telemedicina per le visite dei residenti da parte dei medici di medicina generale, quando possibile, limitando gli accessi da parte dei medici di medicina generale per le visite in persona agli assistiti residenti ai soli casi indispensabili;
  13. adeguato ricambio di aria negli alloggi dei residenti, come anche nelle aree di passaggio/comuni;
  14. screening degli operatori sanitari e sociosanitari (prendere accordi con il dipartimento di prevenzione competente per una eventuale strategia di screening per gli operatori delle strutture residenziali in accordo con la circolare del Ministero della Salute del 3 aprile 2020) e loro responsabilizzazione al rispetto del distanziamento fisico, dell’appropriato uso della mascherina e degli altri provvedimenti in vigore, anche al di fuori dei turni di lavoro;
  15. elaborazione e affissione di promemoria e idonea cartellonistica all’interno della struttura per promuovere i comportamenti corretti;
  16. offerta delle vaccinazioni antiinfluenzali e antipneumococco, così come gli altri vaccini di routine, agli operatori sanitari e sociosanitari e ai residenti in conformità con le raccomandazioni nazionali e regionali;
  17. misurare la temperatura corporea del personale a inizio turno. Tutti gli operatori sintomatici per COVID-19 o con temperatura >37.5°C devono astenersi dalle attività lavorative. Se i sintomi dovessero manifestarsi durante il servizio, esso va interrotto, l’operatore deve essere isolato, continuare a indossare la mascherina chirurgica e seguire scrupolosamente le misure igienico-sanitarie previste per il caso sospetto e avvisare il medico competente della struttura. Inoltre, la struttura deve provvedere alla sua immediata sostituzione;
  18. attuazione di una sorveglianza attiva e identificazione precoce di quadri clinici di infezione respiratoria acuta e altri quadri clinici compatibili con COVID-19 tra i residenti e tra gli operatori, insieme al mantenimento e al monitoraggio delle altre misure di prevenzione e precauzione;
  19. sospensione dell’attività lavorativa degli operatori a contatto stretto o sospetti/probabili o risultati positivi al test per SARS-CoV-2 in base alle disposizioni vigenti;
  20. condivisione periodica con tutto il personale dei dati relativi all’andamento della pandemia generale e locale;
  21. monitoraggio e documentazione dell’implementazione delle misure adottate.

Quale valore aggiunto ha portato BeSafe alle RSA che segue?

BeSafe, prendendo in considerazione le maggiori problematiche e criticità presenti nel contesto in esame, ha fornito il suo supporto alle RSA:

  • cercando di trovare delle soluzioni e delle strategie attuabili all’interno delle strutture, che permettessero di ridurre al minimo il rischio di contagio da COVID-19 sia negli ospiti che negli operatori;
  • procedendo con la valutazione de rischi e la stesura del protocollo anti-contagio.

[Misure di prevenzione estrapolate dal Rapporto ISS COVID-19 n. 4/2020 Rev.2 del 24 agosto 2020: “Indicazioni ad interim per la prevenzione e il controllo dell’infezione da SARS-CoV-2 in strutture residenziali sociosanitarie e socioassistenziali”]


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