Covid 19 e rientri in sicurezza: come comportarsi dopo un viaggio all'estero

Covid 19 e rientri in sicurezza: come comportarsi dopo un viaggio all'estero

Il 2020 è stato un anno difficile per i viaggiatori: durante i mesi di quarantena i nostri spostamenti sono stati limitati al minimo indispensabile, per contenere la diffusione del contagio. Con l'arrivo dell'estate è stato possibile ricominciare a uscire dal paese e partire verso diverse mete, anche per motivi non lavorativi.

Ma come comportarsi una volta rientrati in Italia? È necessario stare in quarantena o è possibile tornare subito al lavoro? Il tampone è obbligatorio? L'iter varia a seconda del paese da cui si proviene. In questo articolo, cerchiamo di chiarire tutti i dubbi legati al rientro in Italia, riprendendo quanto definito dal Ministero degli Esteri.

Cosa fare se stai rientrando in Italia da:

  • San Marino e Città del Vaticano: nessuna limitazione.
  • PAESI UE (tranne Croazia, Grecia, Malta, Spagna, Romania e Bulgaria), SCHENGEN, Regno Unito e Irlanda del Nord, Andorra, Principato di Monaco: sono consentiti senza necessità di motivazione, quindi anche per TURISMO, e senza obbligo di isolamento al rientro, gli spostamenti da/per i Paesi dell’UE (tranne Romania e Bulgaria). Rimane l’obbligo di compilare un’autodichiarazione che ti allego da inviare all’ASL di competenza (di cui ti allego i riferimenti).
  • Chi arriva da Croazia, Grecia, Malta, Spagna - SE NON HA FATTO IL TAMPONE NELLE 72 ORE ANTECEDENTI L'INGRESSO IN ITALIA – ha l’obbligo di segnalare il proprio rientro al medico di famiglia o al dipartimento di prevenzione della ASL di domicilio mediante il modulo per l’isolamento che ti allego.

Verrà quindi prenotato il tampone che deve essere eseguito entro le 48 ore e l’esito arriverà orientativamente nelle 12-24 ore successive al prelievo. Se l’esito del tampone è negativo è possibile interrompere l’isolamento fiduciario, se invece è positivo viene disposta la quarantena obbligatoria.

  • I viaggiatori di rientro da Romania e Bulgaria, due Stati dell’Unione Europea, sono invece tenuti all’isolamento fiduciario in considerazione della situazione epidemiologica e dei conseguenti provvedimenti del Governo. Va quindi inviato il modulo per la comunicazione dell’isolamento all’ASL di competenza.
  • Australia, Canada, Georgia, Giappone, Nuova Zelanda, Ruanda, Repubblica di Corea, Tailandia, Tunisia, Uruguay: sono consentiti gli spostamenti da/per questi Paesi senza necessità di motivazione, quindi anche per TURISMO. Tuttavia, al rientro in Italia, è necessario sottoporsi ad isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria, compilare l’autodichiarazione e si può raggiungere la propria destinazione finale in Italia solo con mezzo privato (è consentito il transito aeroportuale, senza uscire dalle zone dedicate dell’aerostazione)
  • Resto del mondo: gli spostamenti da/per il resto del mondo sono consentiti solo in presenza di precise motivazioni, quali: lavoro, motivi di salute o di studio, assoluta urgenza, rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. Non sono quindi consentiti spostamenti per turismo. Il rientro in Italia da questo gruppo di Paesi è sempre consentito ai cittadini italiani/UE/Schengen e loro familiari, nonché ai titolari di regolare di permesso di soggiorno e loro familiari. Al rientro in Italia da questi Paesi, è necessario sottoporsi ad isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria, compilare l’autodichiarazione nella quale si deve indicare la motivazione che consente il rientro e si può raggiungere la propria destinazione finale in Italia solo con mezzo privato (è consentito il transito aeroportuale, senza uscire dalle zone dedicate dell’aerostazione)

 

 

 


Email

Richiedi maggiori informazioni