Dal 3 luglio al 31 agosto 2025: divieto di lavoro 12:30-16:00 esteso anche a logistica, cave e consegne urbane
L'ondata di caldo eccezionale che sta interessando il Piemonte ha spinto la Regione ad ampliare le misure di tutela per i lavoratori esposti al sole. Con l'Ordinanza n. 2/2025/XII del 2 luglio 2025, il Presidente Alberto Cirio ha esteso le protezioni già previste per agricoltura ed edilizia anche a cave, logistica e attività di consegna urbana (inclusi i rider).
Chi è coinvolto dalle nuove misure
L'ordinanza si applica ai lavoratori di:
· Settore agricolo e florovivaistico
· Cantieri edili ed affini
· Cave e attività estrattive (novità)
· Logistica e trasporti (novità)
· Consegne urbane con biciclette e veicoli a due ruote (rider) (novità)
Tutti questi settori sono accomunati dal fatto che il lavoro viene svolto prevalentemente all'aperto, senza possibilità per i lavoratori di ripararsi dal sole e dalla calura.
Le misure in vigore
Divieto di lavoro in orari critici
Quando: Dal 3 luglio al 31 agosto 2025 Orario vietato: Dalle 12:30 alle 16:00 Condizione: Solo nei giorni in cui la mappa del rischio segna livello "ALTO"
Come verificare il rischio quotidiano
I datori di lavoro devono consultare la mappa del rischio Worklimate: https://www.worklimate.it/scelta-mappa/sole-attivita-fisica-alta/
Quando la mappa segna livello "ALTO" alle ore 12:00, scatta automaticamente il divieto 12:30-16:00.
Attività interessate
Il divieto si applica alle attività classificabili come "attività fisica intensa" secondo i parametri del sito Worklimate, o altre attività equiparabili che comportano esposizione diretta e prolungata al sole.
Eccezioni al divieto di lavoro
Il divieto non si applica per:
· Emergenze di pubblica utilità
· Protezione civile e sicurezza pubblica
In questi casi sono comunque obbligatorie "misure organizzative per ridurre l'esposizione alle alte temperature".
Novità per i Comuni piemontesi
L'ordinanza raccomanda ai Comuni di valutare l'opportunità di derogare temporaneamente ai regolamenti locali in materia di contenimento delle emissioni acustiche.
Obiettivo della deroga
Consentire alle aziende di svolgere le attività lavorative in fasce orarie più fresche (mattino presto o sera), quando il rischio termico è minore.
Vantaggi operativi
· Maggiore flessibilità per riorganizzare i turni
· Continuità produttiva evitando le ore 12:30-16:00
· Tutela della salute senza bloccare l'economia locale
I Comuni sono invitati a valutare questa possibilità previa verifica della situazione contingente e delle esigenze del territorio.
Sanzioni: cosa rischi
Violazione = Sanzioni art. 650 codice penale (inosservanza provvedimenti autorità)
Controlli affidati a S.Pre.S.A.L. (ASL) e Ispettorato del Lavoro.
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Cosa devono fare subito le aziende
Azioni immediate:
1. Verificare se la propria attività rientra nei settori interessati
2. Consultare quotidianamente la mappa Worklimate
3. Sospendere il lavoro dalle 12:30 alle 16:00 nei giorni a rischio ALTO
4. Valutare misure alternative per ridurre l'esposizione
5. Informare i lavoratori sulle nuove disposizioni
Documentazione consigliata:
· Registro delle consultazioni della mappa rischio
· Eventuale riorganizzazione degli orari di lavoro
· Misure di protezione adottate
· Formazione/informazione erogata ai lavoratori
Contesto e motivazioni
L'estensione delle misure risponde a una richiesta specifica delle organizzazioni sindacali emersa durante le consultazioni del 1° luglio 2025. La decisione tiene conto del fatto che lavoratori di cave, logistica e rider sono esposti agli stessi rischi di stress termico e colpi di calore dei settori già tutelati.
Il progetto Worklimate (INAIL-CNR) fornisce la base scientifica per valutare quotidianamente i rischi, permettendo un approccio dinamico e basato su dati meteorologici aggiornati.
In sintesi: azione immediata richiesta
Per le aziende dei settori interessati:
1. Verificare se rientri nell'ordinanza anti-caldo
2. Consultare quotidianamente la mappa rischio
3. Sospendere il lavoro 12:30-16:00 nei giorni "ALTO"
4. Riorganizzare gli orari o adottare misure alternative
5. Documentare le azioni per evitare sanzioni (art. 650 c.p.)
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